“Il contagio dell’amore – Etty Hillesum e Julius Spier” San Paolo editore di Lucrezia Lerro, è un romanzo che parte dal basso, dalle viscere della terra, dalle miserie umane per progettare un amore universale, che niente ha a che fare con le minuzie egoistiche degli esseri umani e della loro vita, ma sottolinea con uno stile unico le fragilità delle persone, che forse, il più delle volte sono proprio le loro parti migliori, le meno inflazionate.
Etty Hillesum e Julius Spier, due personaggi storici di un livello intellettuale raro, sono i protagonisti del romanzo della Lerro. Sono gli artefici tra le pagine di questo densissimo e commovente romanzo della loro quotidianità ma purtroppo non del loro futuro. Vittime entrambi del Nazismo ma protagonisti assoluti dell’amore come fondamento della non malattia psichica. Lucrezia Lerro ancora una volta ci regala pagine d’intensita’ ed emozione, declinando così tutte le forme possibili dell’amore e del disamore personale, familiare, collettivo. Indicativo l’esergo estrapolato dalle opere superstiti di Etty Hillesum in apertura del libro: “I fatti esterni non bastano per capire la vita di una persona: bisogna conoscerne i sogni, il rapporto con la famiglia, gli stati d’animo, le delusioni, la malattia e la morte.” Già, la morte! Quest’ultima fa da sfondo a “Il contagio dell’amore”, è la guerra nazista che durante la Seconda guerra mondiale ha stravolto l’Olanda e il mondo intero. E come un elettrocardiogramma nella storia di Lucrezia Lerro ascoltiamo i battiti del cuore dei protagonisti sporcati dalla ferocia e dalla menzogna. Ma per incanto, qui, le parole sollevano dalla prostrazione le vittime e così sospese nell’aria tracciano il loro destino d’amore eterno.

 

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