Cattura13La vita, per la protagonista del libro, non è facile. Durante l’infanzia, in Campania, dopo il terremoto del 1980, si susseguono disavventure che sembrano ordite dal destino: il padre è considerato lo scemo del paese; la madre è una donna debole con molti amanti cui si concede in cambio di pochi spiccioli e qualche favore; su tutti troneggia la nonna, “la strega”, violenta e autoritaria; le sue sorelle la ignorano o la escludono con cattiveria dalla loro vita; la sua maestra la umilia in ogni modo. Novella Cenerentola, solo i dolci la consolano, e così non le resta che procurarsi caramelle e gelati rubacchiando, o ingannando i commercianti, nascondendosi in pertugi improbabili, costruendosi un mondo (quasi) parallelo di incanti impossibili che l’aiutano a resistere.

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Una madre disperata. Una figlia bulimica. Un dramma al femminile, appassionato e sintero, filtrato dalla terribile quotidianità di una malattia che corrode corpo e anima. La madre è costretta a vendersi, beffa del destino, a un grasso macellaio e ai suoi amici pur di pagare l’intervento dello psicanalista. La figlia, in un crescendo di alienazione e sadismo, si sfoga in un diario di confessioni tenere e implacabili. Lucrezia Lerro ci coinvolge, attraverso una scrittura dal ritmo indisciplinato, nella perversità della malattia, nella maternità afflitta dal senso di colpa, nella sofferenza di sopportare la diversità in un mondo di uguali. Percorriamo le strade di un paese chiuso e indifferente, sentiamo le voci maligne della gente, contando i passi della protagonista, tra la cucina e il bagno, nel calvario di tutti i giorni.